Chi parte sa da che cosa fugge, ma non sa che cosa cerca” –   Michel De Montaigne.

 

PROLOGO

Beh , in realta’ lo diceva pure Massimo Troisi nel film Ricomincio da tre….ma a prescindere dalla paternita’ di tale affermazione , trovo che queste parole , nel mio caso , siano un suggello ad una verita’ incontrovertibile.Decidere d viaggiare da soli a piedi significa mettersi a nudo.  Negli ultimi anni avevo sentito spesso nominare la Via Degli Dei,dai racconti di viandanti incontrati nei miei viaggi  L’entusiasmo nel raccontarmi il percorso è stato contagioso a tal punto che ho voluto percorrere la Via degli dei in anticipo sul mio programma , nonostante le condizione meterologiche avverse. Non mi sono allenato a dovere prima di partire ma in compenso ho studiato bene il percorso. Dalla stazione di Bologna imbocco la lunghissima  Via Indipendenza e raggiungo velocemente Piazza Maggiore, Da qui parte il mio cammino che , si spera , terminera’ dopo 5 giorni e 127 km a Firenze . Sono carico al punto giusto.  . Salgo veloce verso San Luca scambiando due chiacchiere con delle signore intente a fare jogging , subito dopo chiedo “una grazia” come i veri bolognesi, alla madonna del Santuario .Il ptimo giorno passa veloce. E mi regala una suggestiva notte nei boschi di Badolo presso Nova Arbora. Unico ospite della struttura ed il privilegio di una finestra panoramica che affaccia proprio sul bosco sottostante.

 

IL MONTE ADONE

La via degli dei prende il nome da una serie di monti con nomi di dei: che si incontrano lungo il percorso . il primo è il monte adone,    che affronto partendo da sasso marconi C’e’ un vento pazzesco  il sentiero sale ripido fino ad arrivare in cresta, poi la strada continua in alto fino ad arrivare alle pendici del monte . In alcuni tratti sono costretto ad arrampicarmi non senza difficolta’.  Tuttavia gli sforzi sono ripagati ampiamente dal panorama che mi si presenta in vetta.

MALEDETTO ASFALTO

Nei giorni successivi sono costretto a convivere con un nuovo nemico :  l’asfalto…che odio e che mi ha già procurato delle fastidiose vesciche a due dita e al tallone. Spero di riuscire  a conviverci… . Altrimenti si torna a casa. La fatica comincia a farsi sentire. Mi preoccupano le ginocchia. Dolenti e sovraccaricate. In salita avverto una fitta insopportabile. Di certo ha influito il peso notevole dello zaino. In inverno e’ inevitabile . Gli ultimi km li ho dovuto percorrere in penombra sulla statale ,  pericolosamente trafficata ,   quanto basta per farmi indossare la torcia frontale . Attraverso Madonna dei Fornelli e Monte di Fo.

LA VIA FLAMINIA

Uno dei momenti piu’ critici , anzi sicuramente il piu’ critico , e’ stato l’attraversamento del Monte Fo. Non tanto per la difficolta’ escursionistica in se , ma per un insidioso banco di nebbia che si e’ posato in quota e che ha ridotto il mio raggio visivo a pochi metri. In questi casi non bisogna lasciarsi prendere dal panico. Si riduce la velocita’ di cammino e si attiva la bussola , cercando di seguire  il percorso battuto. Cosa ardua se consideriamo che siamo a fine Febbraio   Superato , non senza difficolta’,  questo momento critico , rivedo con gioia il bianco e rosso della segnaletica della Via degli Dei che adesso ripercorre gran parte dell’antica strada romana Flaminia Militare, costruita dal Console Caio Flaminio per unire Bologna ad Arezzo. La Flaminia Militare e’ un viaggio nella Natura e nella Storia. La strada è stata “riscoperta” solo nel 1979 da un avvocato ed un muratore  con l’hobby dell’archeologia. Una scoperta quasi casuale. Questo aneddoto mi e’ rimasto impresso. Si cammina su antichi basolati in pietra millenaria .Attraverso un segnale verticale che indica il confine geografico regionale.  Sono ufficialmente in Toscana. L’Emilia e’ dietro di me. Ad un metro circa .

 

COSA MI LASCIA LA VIA DEGLI DEI

 Adesso le cose belle..,ho incontrato persone gentilissime e disponibili , mangiato benissimo e dormito in un casolare del 700 immerso nel bosco a 900 metri e coccolato dalla signora Donatella…di fronte a me si intravedono le prealpi…a 250 km di distanza…ed un cielo stellato.
Nient’altro…uno spettacolo.
Niente macchine…niente tecnologia…
Soffia un vento gradevole… .Guardò qualche foto di mio figlio… A camminare penserò domani…  mi godo questo momento di reale solitudine.Perché si è realmente liberi solo quando si è soli.

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