TRA STORIA E LEGGENDA

Punta Campanella . I’isola che non c’e’. Uno scrigno ricco di tesori preziosi e misteri mai risolti che raccontano il passato glorioso di questa terra,  sospesa tra la Penisola sorrentina e l’isola di Capri , abitata dai greci prima e dai romani poi. Qui storia e mito si intrecciano dando vita ad uno dei  trekking  piu’ suggestivi della Campania. La leggenda racconta che  nel medioevo , durante l’invasione dei corsari saraceni ,  la chiesa di Sant’Antonino Abate, protettore di Sorrento, fu totalmente saccheggiata , privandola dei tanti oggetti sacri e preziosi tra cui la campana in bronzo. Allontanandosi rapidamente da Sorrento , la flotta saracena, nei pressi di Punta Campanella,  rimase in balia delle correnti provenienti dalle bocche di Capri .Nel tentativo disperato di raggiungere la costa, i pirati cominciarono a liberarsi di parte del loro bottino gettandolo in mare, ma solo quando si liberarono della campana di Sant’Antonino riuscirono a riprendere il loro viaggio. Da quel giorno si racconta che ogni 14 febbraio, giorno della festa del Santo Patrono di Sorrento, nei pressi di Punta Campanella si sentirebbe la campana suonare dal fondale.

 

IL SENTIERO

Il sentiero per raggiungere Punta Campanella prende il nome di SENTIERO DI ATHENA , in omaggio alla dea greca della guerra e della giustizia, L’intera area nel 1997 diviene zona protetta col nome di area naturale marina protetta Punta Campanella, Si cammina sull’antica via Minerva, seguendo l’ultimo tratta dell’Alta via dei Monti Lattari , una mulattiera greco-romana costruita nel IV sec. a.C. e ancora parzialmente pavimentata con il basolato originale. Almeno nell’ultimo tratto ,Si parte dalla frazione di Termini, nome non casuale per indicare l’ultimo borgo abitato della Penisola Sorrentina , e si arriva alla Torre Medievale posta sull’estremita’ del promontorio , dopo circa 1 km e mezzo.  La prima parte del percorso e’ totalmente pianeggiante e costeggia da un lato il mare del golfo di Napoli , il Vesuvio e le isole di Ischia e Procida, ben visibili nelle giornate limpide  e dall’altro piccoli terrazzamenti e arbusti tipici della macchia mediterranea. come il lentisco e l’eufobia .Il Sentiero  si presenta come un circuito ad anello che collega Termini a Punta Campanella e torna al punto di partenza attraversando il  Monte San Costanzo , 498 metri sul livello del mare.

 

LA TORRE DI MINERVA

La mulattiera declina dolcemente su 5 terrazzamenti .Su quello intermedio vi e’ edificata la Torre Minerva, costruita su ordine di Roberto d’Angiò tra il 1334 e il 1335 e poi rifatta nel 1556 dopo la sua distruzione per mano dei Turchi. Punta Campanella era chiamata dai  greci promontorio Ateneo. Non a caso nel punto esatto dove oggi compare la torre , I greci  edificarono un tempio ad Atena , dea della guerra e della giustizia ,  l’Athenaion, la cui fondazione  è attribuita a Ulisse  Successivamente  I romani praticarono sul luogo il culto della dea Minerva .Durante il Medioevo , grazie alla sua posizione strategica, la torre serviva per l’avvistamento dei pirati e faceva parte di un complesso sistema di torri di guardia e di difesa costruito lungo tutta la costiera amalfitana e l’interno della Penisola Sorrentina. La torre , molto probabilmente , fu edificata su resti  dell’antico Tempio di MInerva.  Su di essa si trovava una campana , fatta suonare in caso di allarme e questo è  storicamente l’origine del nome di Punta Campanella.

 

GROTTA DELLE SIRENE

Sul lato sinistro della torre, attraverso una stretta fenditura nella roccia  si può scendere alla grotta di Minerva, o delle sirene , scavata dalle onde nel detrito cementato accumulato alla base della parete  della falesia  La discesa e’ impervia e prevede dei tratti di difficolta’ alpinistica.

A questa grotta ed al tratto di mare adiacente e’ legato il mito delle sirene Partenope , Leucosia e Ligea e con esso la nascita della citta’ di Napoli . La leggenda racconta che , quando Partenope era lontana dalla sua isola Li Galli, trovava qui rifugio e riparo dalle onde del mare e dal sole rovente. Fino a quando non le fu fatale l’incontro con Ulisse. La disperazione per il patito affronto subito porto’ le tre sirene al suicidio e i loro corpi  dispersi nel Mediterraneo. Il corpo di Ligea, la suonatrice della lira, la più piccola delle tre, fu sospinto fino in Calabria, nei pressi di Terina, antica città greca, oggi corrispondente al territorio di Lamezia Terme. La suonatrice del flauto, Leucosia, approdò sulle coste del Cilento, dinanzi Castellabate, e lì diede il nome all’Isola di Licosia e al promontorio sulla terra ferma, Punta Licosa. La più bella, quella che sembrava una vergine , Partenope, fu ritrovata sull’isolotto di Megaride, lì dove oggi si ammira il Castel dell’Ovo e sulle sue spoglie sarà eretta Napoli.

 

 

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Mimmo Licciardiello

Guida Ambientale Escursionistica – Responsabile del progetto CamminaMente – Sono una guida ed un travel blogger innamorato perso della vita e della natura . Questo e’ il mio diario di bordo , il luogo dove raccogliere le mie emozioni , le mie esperienze e farne racconto. Credo negli abbracci virtuali , a patto che diventino reali facendo del mondo un posto migliore dove vivere e viaggiare.

 

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