TREKKING IN COSTIERA AMALFITANA – FIORDO DI FURORE , VIAGGIO NELL’ISOLA CHE NON C’E’.

di Mimmo Licciardiello

 

 

Una delle perle della costiera amalfitana , incastonata in un paesaggio dalla caratteristica connotazione nordica e inondata da profumi e  sapori tipici del mediterraneo. Vi sto parlando di Furore, un borgo d’incanto dichiarato Patrimonio UNESCO nel 1997.Un territorio impreziosito da muri dipinti a murales , da spettacolari terrazzamenti in perenne equilibrio sulle falesie a picco sul mare e dai preziosi vitigni da cui si ricavano pregiati vini. Un territorio che è stato inserito a pieno titolo nel circuito dei Borghi Più Belli d’Italia .

 

 

IL PERCORSO

Esistono diversi itinerari che conducono al fiordo di Furore. Quello piu’ semplice  (e meglio tracciato) parte da san Lazzaro , Agerola , e segue il sentiero n. 253 fino a localita’ S.Elia da dove si scende agevolmente nella splendida baia dei pescatori. Un percorso adatto a tutti,  di 5 km  appena che si percorre in circa 2 ore. Per chi invece , come me , ha un po’ piu’ di tempo a disposizione consiglio la variante che scende lungo il VALLONE DI pRAIA. Un itinerario sicuramente piu’ complesso per raggiungere il fiordo ma , al tempo stesso ,  piu’ panoramico e suggestivo. Questo percorso ricalca sostanzialmente la mulattiera medievale che ha congiunto Agerola a Praiano fino all’apertura della rotabile Bomerano – Amalfi (1935)  Partendo da Piazza Capasso si segue il sentiero Pennino fino alle splendide grotte rupestri di Santa Barbara (440 metri s.l.m)  .Qui inizia il Sentiero n. 14 che prosegue  lungo un tratto che divaga sui fianchi del Vallone Praia e che mostra tutti i mutevoli aspetti della vegetazione che caratterizza le pendici medio-basse della Costiera, dominata da sclerofille sempreverdi come il ginepro ed il lentisco.. Giunti a fondo valle  si prosegue nella discesa, attraversando i circa 500 scalini che ci conducono sulla rotabile e da li , dopo circa 1 km , al fiordo di Furore. Al ritorno scelgo di non seguire il percorso a ritroso ma opto per il piu’ panoramico sentiero che da Praiano mi codunce al colle serra , uno dei punti piu’ panoramici di tutta la costiera amalfitana e , forse , dell’intero Mediterraneo.

 

 

UN PO’ DI STORIA

Le prime notizie certe che si hanno dell’insediamento abitativo indicano Furore come un semplice casale della Regia città di Amalfi. Il suo nome, verosimilmente, gli doveva derivare dal fiordo della sua Marina. Furore emerge dal completo anonimato con la compilazione del catasto carolino del 1752 che restituisce l’immagine di una piccola comunità costiera sparsa sul territorio, priva di terreni coltivabili e scarsamente abitata.

Forse è per questo motivo che c’è chi sostiene che i primi abitanti di Furore fossero dei fuoriusciti di Amalfi, costretti a vivere in questo luogo così inospitale perchè indesiderati e mandati in esilio. Sia quel che sia, l’insediamento di Furore, fin da quando se ne ha notizia, è stato caratterizzato da un numero assai limitato di abitanti.

Furore è stato, per la sua particolare conformazione fisico-geografica, una roccaforte inattaccabile anche al tempo delle incursioni saracene. I suoi abitanti erano dediti alla pastorizia ed all’artigianato.

Il Fiordo ha rappresentato un porto naturale, nel quale si svolsero fiorenti traffici e si svilupparono le più antiche forme di attività industriali: cartiere, mulini alimentati dalle acque del ruscello Schiatro che scendeva dai Monti Lattari.

Alcune delle famiglie più importanti hanno dato il nome a luoghi e strade: Li Summonti. Le Porpore, Li Cuomi, Li Candidi. I summonti si trasferirono a Napoli verso il 1400. Ma lasciarono in Furore la loro impronta di uomini probi, costituendo una cospicua donazione di ducati con le cui entrate annue doveva maritarsi una “zitella povera e onesta” di Furore. I Furoresi erano, inoltre, tenuti a recare alla dimora napoletana dei Summonte, in segno di gratitudine e di rispetto “tre rotola di ragoste, bone vive et apte a riceversi”.

 

 

INFO TRACk 

Dove : Da Bomerano Piazza Capasso
Quando : tutto l’anno
Livello di difficoltà: EE 
Distanza: 12 km Andata – Ritorno
Durata : 7 ore
Dislivello: 450 m  

 

 

 

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Mimmo Licciardiello

Guida Ambientale Escursionistica – Responsabile del progetto CamminaMente – Sono una guida ed un travel blogger innamorato perso della vita e della natura ,Attraverso i miei viaggi in solitaria ed ai miei tour ambientali di gruppo  , cerco di proporre un turismo ecosostenibile , a tutela della nostra splendida penisola.   Credo negli abbracci virtuali a patto che diventino reali facendo del mondo un posto migliore dove vivere e viaggiare.

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