MONTE NUOVO – ALLA SCOPERTA DEL VULCANO PIU’ GIOVANE D’EUROPA

 

di Mimmo Licciardiello

 

Conosciuto come il vulcano più giovane d’Europa, il monte nuovo sorge  tra il lago di Lucrino e il lago d’Averno.Delimitato a sud dalla linea di costa e a nord dal monte Barbaro. Un tempo in questa area sorgeva un piccolo borgo medievale chiamato Tripergole,  rinomata  località termale , distrutto però nel 1538 dalla furia dell’ultima eruzione del monte Nuovo.
Le cronache dell’eruzione redatte da filosofi e poeti dell’epoca , tra cui Simone Porzio , sono state utilizzate per ricostruire cio’ che accadde da un punto di vista geologico e vulcanologico.
La formazione dell’edificio vulcanico avvenne in seguito ad un’attivita’ vulcanica esplosiva e discontinua e duro’6 giorni.
Dal 29 settembre 1538 al 6 Ottobre 1539. Quando l’attivita’ eruttiva ebbe definitivamente fine , la morfologia dell’intero paesaggio risulto’ notevolmente mutata . Il piccolo borgo medievale termale di Tripergole non esisteva piu’ ed una nuova montagna di 130 metri ne aveva preso il posto.
Al termine dell’attivita’ eruttiva un’enorme nube di cenere , fango e lapilli ricadde sulle citta’ di Pozzuoli e Napoli mentre quella trasportata dal vento arrivo’ fino in Calabria.

 

IL PERCORSO

Per salire sul Monte Nuovo bisogna arrivare ad Arco Felice, frazione del comune di Pozzuoli. Dalla strada principale alberata dell’abitato si sale su fino all’ingresso dell’Oasi Naturalistica di Monte Nuovo.
Si passa il cancello d’ingresso, subito a destra del quale vi è una scala in muratura che conduce al sentiero che porterà al cratere.
Il sentiero a gradini si snoda dapprima nella pineta, per sboccare ben presto in una larga stradicciola sterrata fiancheggiata da muretti in tufo, che dopo poco giunge alla sella dell’orlo del cratere. Da qui, attraverso la pineta, è possibile godere delle prime vedute panoramiche del Golfo di Pozzuoli in direzione di Baia, mentre pochi metri più avanti vi è un affaccio all’interno della caldera del cratere.

 

IL SENTIERO PRINCIPALE

Dallo slargo della sella è possibile intraprendere diverse direzioni:
la discesa nel cratere (agibilità da verificare di volta in volta)
la discesa alla “seconda caldera” (consigliato) : situata sul pendio esterno, vi si perviene imboccando un sentierino che scende tra i pini, grossomodo sul lato opposto dell’affaccio nella caldera. Esso porta ad un anfiteatro naturale,  del tutto privo di alberi, coperto da erbe ed arbusti, tra le quali si possono individuare piccole buche dalle quali , tuttora , si sprigionano fumarole con vapori caldi. Proseguendo per  la strada che si inerpica sul pendio, si ritorna sul sentiero principale dal quale si era deviato.: è un sentiero molto suggestivo, a tratti di difficile percorrenza  affiancato da una vegetazione spontanea rigogliosa che talora forma quasi una galleria . Nei punti dove essa si dirada , si hanno scorci emozionanti ora all’interno del cratere, ora sul Golfo di Pozzuoli o più in lontananza su quello di Napoli. Tra i rami delle piccole querce si intravede il Lago d’Averno, Monteruscello, il Rione Toiano, la Tangenziale di Napoli. A circa metà percorso si passa vicino ai ruderi di un piccolo palmento. Proseguendo il percorso, si giunge infine sul punto più alto del cratere (133 m s.l.m.), quasi una piccola collina che incombe sulla sottostante sella.

Da qui si gode un panorama incomparabile a 360 gradi: di fronte si apre tutto il Golfo di Napoli con la penisola sorrentina e l’isola di Capri; verso sinistra vi sono Pozzuoli, Posillipo e Nisida, mentre sulla destra si riconoscono Capo Miseno, Bacoli, il Castello Aragonese di Baia,  ; ad occidente si riconosce in lontananza il vecchio Arco Felice, antica porta d’ingresso alla città di Cuma; sul lato opposto si stagliano nel cielo il Monte Sant’Angelo alla Corbara e, più vicino, il massiccio del Monte Gauro (detto anche Monte Barbaro). In giornate nuvolose, quando il sole non crea riverberi sulla superficie del mare, è possibile da questo punto riconoscere i resti dell’antico porto romano di Portus Julius, sommersi nel mare per effetto del bradisismo: si distinguono allora due bacini quadrati delle tre darsene esistenti, e sulla loro destra i due muri paralleli del canale di collegamento con il mare, antico ingresso per le navi nell’originario Lago di Lucrino.

 

Lago d’Averno

Il lago di Averno giace all’interno di un cratere vulcanico spento, nato 4.000 anni fa. Il nome Avernus deriva dal greco άορνος (senza uccelli). Si narra che tale assenza fosse dovuta al fatto che le acque del lago esalassero dei particolari gas che non permettessero la vita agli uccelli. Prima di aver compiuto i 43 anni richiesti dalla carica, Marco Vipsanio Agrippa , politico, militare e architetto romano venne incaricato da Ottaviano  di trovare un porto sicuro per la flotta romana. Fece scavare un canale fra il mare ed il lago di Lucrino per formare un porto esterno e un altro fra il Lucrino ed il lago d’Averno per avere un porto interno. Il nuovo complesso portuale venne chiamato  Portus Julius in onore di Ottaviano . Il Comune di Pozzuoli ha completato una bella operazione di pulizia e ripristino della passeggiata che circonda il Lago d’Averno. Tolte le sterpaglie, i fossi e l’erba alta ora si potrà fare una rilassante passeggiata attorno al bel lago che è lungo 2 km e 800 m. Lungo la circonferenza del lago si attraversano vigneti e piccole rovine storiche come il cosiddetto Tempio di Apollo, monumentale edificio termale che sfruttava le fumarole del lago.

 

MANGIARE

Nella splendida cornice del famoso e mitico lago d’Averno a Pozzuoli, si trova l’agriturismo Le Cantine dell’Averno. Un’azienda vitivinicola e agrituristica che ruota intorno al vino prodotto dai suoi vigneti adiacenti il tempio di Apollo. Continuando il percorso del lungolago , proprio al termine del sentiero , si trova il ristorante Caronte . Locale accogliente, molto spartano nell’ambiente, cibo nella media con rapporto qualità prezzo molto soddisfacente . Punti di forza la splendida vista sul lago ed i primi piatti a base di pesce. Il nostro tour enogastronomico sulle rive del lago termina da Raffaellina Restaurant Anche questo locale è sito sulla riva del lago: un posto dove mangiare bene, dotato anche di parcheggio custodito, porzioni nei piatti abbondanti.
Oltre ad offrire una bella vista sul lago, il ristorante possiede un enorme spazio esterno per far divertire i bambini. Prezzi nella media.

 

 

INFO TRACK

Quando : da Settembre 2019
Livello di difficoltà: basso
Distanza: 0.7 km ( + 2 km lago D’Averno )
Durata : 3 ore
Dislivello: 100 m

 

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Mimmo Licciardiello
Guida Ambientale Escursionistica – Responsabile del progetto CamminaMente – Sono una guida ed un travel blogger innamorato perso della vita e della natura . Credo negli abbracci virtuali che diventano reali facendo del mondo un posto migliore dove vivere e viaggiare

 

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